Piazza Carrara

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Concorso Piazza Carrara_Quarto Posto

Piazza Carrara, Bergamo, Italia

2016

progetto: OKAM Studio (M. Bonetti, L. Cerinza Pettreca, E. M. Munaretto, C. Rossi), DAP studio (E. Sacco, P. Danelli), M. Lameri

consulenti: S. Cozzolino, S. Ghilardi, L. Minola, M. Tiraboschi

cliente: Comune di Bergamo

programma: Concorso internazionale, con procedura aperta, per la riqualificazione di Piazza Carrara situata in Bergamo.

superficie: 3.500 m²

budget: 480.000 €

 

“La città non dice il suo passato, lo contiene come le linee d’una mano, scritto negli spigoli delle vie, nelle griglie delle finestre, negli scorrimano delle scale, nelle antenne dei parafulmini, nelle aste delle bandiere, ogni segmento rigato a sua volta di graffi, seghettature, intagli, svirgole”

Le città invisibili, Italo Calvino

 

Piazza Carrara è una smagliatura  nell’edificato storico  in cui si intrecciano percorsi e tracciati, presenze museali rilevanti, viste sul paesaggio e sulla città. Il progetto intende valorizzare la relazione tra questi elementi ricomponendoli in un sistema coerente, in cui le diverse presenze possano interagire tra loro e con il contesto urbano. E’ un dialogo che si deve attivare su più livelli, sia da un punto di vista compositivo e spaziale sia per quanto riguarda usi e pratiche dei luoghi. La sfida di fondo è quella di conciliare opposte tensioni: attraversamento e permanenza, frammentazione dei margini e disegno unitario. Da un punto di vista compositivo il  progetto si confronta in modo dialettico con queste categorie attraverso alcune scelte fondamentali. Viene ribadito il segno della strada, che da un lato lambisce il fronte compatto dell’edificato e dall’altro definisce in modo netto il limite  del vecchio isolato triangolare. Sugli altri lati, invece, la traccia dell’isolato si frammenta contro i margini irregolari dell’edificato, generando aree residuali e disegni interrotti.

La scelta del progetto è quella di attestare lungo l’asse della strada due spazi quadrati, che con il loro rigore geometrico si affermano come punti di arrivo, come elementi centrali da cui partire per ricomporre e ricongiungere. La forza di questo gesto riesce a creare una gerarchia tra spazi  più rappresentativi e altri ambiti minori, che in modo delicato e capillare costruiscono un dialogo con i singoli edifici, con i percorsi e gli accessi secondari. Il complesso disegno della piazza  genera un nuovo margine in grado di saldare i lembi dell’edificato non solo da un punto di vista planimetrico ma anche altimetrico. Le differenze di quota che caratterizzano l’area vengono raccordate attraverso un sistema di scale, rampe, sedute, elementi di contenimento, organizzati intorno ai margini regolari degli spazi quadrati Quest’azione di raccordo trasforma la  nuova piazza da semplice elemento planimetrico a spazio tridimensionale, margine monomaterico, solido e scultoreo che sale con la città e accompagna dolcemente da un punto all’altro, unendo in modo tangibile i due spazi museali. Accanto a questo delicato sistema di connessioni che attraversano l’area, gli spazi quadrati, pressoché pianeggiati, sono i luoghi della permanenza. Sono stanze all’aperto, la piazza dei Musei e la piazza degli Antiquari, in cui musei e negozi possono segnalare la loro presenza proiettando esternamente le loro attività.

E’ qui che ci si ferma, che ci si siede, che prendono vita eventi.

 

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