Convento di Caluso

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Concorso Convento dei Frati Francescani Minori a Caluso

Caluso, Italia

2017

progetto: OKAM Studio (M. Bonetti, L. Cerinza Pettreca, E. M. Munaretto, C. Rossi), M. Lameri, M. Mazzola, M. Zanibelli.

consulenti: V. Gatti.

cliente: Comune di Caluso

programma: Concorso Internazionale di Progettazione, con procedura aperta, per la valorizzazione del Convento dei Frati Francescani Minori e del paesaggio della Città di Caluso.

 

OKAM CALUSO INQUADRAMENTO

I SEGNI DEL TERRITORIO

Caluso ha un territorio ricco di memoria, di rilevanze paesaggistiche e testimoniali, di valori materiali e immateriali, di episodi di interesse turistico…. frammenti di un diffuso ‘sistema territoriale’ che deve essere riconosciuto come occasione di sviluppo.

Per questo il progetto considera testimonianze civiche e religiose, palazzi, Chiese, cultura del vino e del lavoro, …. episodi della rappresentazione della storia, approfittando della presenza dei percorsi delle pietre bianche e dei colli dell’Erbaluce. Il progetto è racconto di una storia e descrizione del territorio come teatro dell’azione dell’uomo che l’ha modellato.

 

OKAM CALUSO PLANIMETRIA

 

I SEGNI DELLA CITTA’

Fra le memorie dell’abitato di Caluso il progetto descrive e dispone (un catalogo) le singole ‘parti’, le comprende in un sistema, traccia un percorso che racconta (narra, riferisce…) dei pezzi che ricompone in un racconto, tessere del mosaico del territorio.

E, se da un lato è necessario che la narrazione che accompagna il cammino sia modesta, per non contendere la scena al narrato, dall’altro, deve accettarsi la ‘vista’ di un azzardo, …come si accetta la voce del narratore.

Quindi…. il progetto articola un percorso che con ‘dispositivi’ modulari e tecnologici diventa racconto, immagine, luce e filo conduttore della visita o del quotidiano che ricompone i dettagli della città. Una ‘traccia’ che guida e racconta, si manifesta se necessario, lascia spazio all’evidenza degli episodi ai quali conduce.

Il progetto annuncia il percorso nella piazza del Mercato, alla trattoria dell’Antico Peso, accoglie i turisti e li indirizza verso il borgo. Al Convento, la ‘Porta della città’, avvisa dell’avvio del percorso e segna lo spazio con una geometria sottile: una cornice sul portale. Invita ad entrare nel Chiostro del Convento: la sorpresa di una Piazza accogliente e accessibile, corte nobile della Villa, hub della città da cui inizia la conoscenza di Caluso e del territorio. All’uscita, il percorso prosegue lungo i negozi di via Bettoj. La traccia diventa ‘dispositivo’ per l’erogazione di servizi: (bike sharing, illuminazione, strutture modulari per eventi, informazioni, arredo…), riferimento e brand.

Scavalcata la roggia, in piazza Umbertini il progetto piega, abbraccia il parco Spurgazzi, mette in evidenza la porta Crealis e ripiega verso l’ex-Palazzo Municipale attraverso via Diaz; quindi sale a raggiungere le rovine del Castellazzo e della Chiesa di San Calocero, fino a lambire il percorso delle pietre bianche.

Quando il progetto incontra gli elementi fisici che scandiscono il percorso, diventa luce, colloca gli oggetti che incontra nel sistema.

Attraverso questa articolazione di progetto il Convento diventa centro di riferimento, lega Caluso al percorso delle pietre bianche Caluso come porta d’ingresso per l’esplorazione turistico-culturale dell’erbaluce.

 

OKAM CALUSO PERCORSO

 

OKAM CALUSO GRAFICA

 

IL SEGNO

L’idea del ‘segno’ corrisponde alla volontà di ‘lavorare-fra-le-cose’, lasciarle al loro posto, realizzare un elemento non definitivo, dinamico, che mette in relazione parti diverse, interno ed esterno; racconta, in un percorso che si snoda fra edifici, testimonianze e paesaggi.

La qualificazione del contesto urbano è in parte compiuta: spazi fondati, sostenuti dal loro significato, ai quali psi aggiunge un ‘atteggiamento’ di rispettosa presentazione, che manifesta relazioni e che descrive la loro storia e la continuità del loro esistere.

Il progetto risponde a questa riflessione, proponendo un sistema d’arredo e di luce che ‘presenta’: un tappeto, che dispone edifici e luoghi, che evidenzia la memoria con la sua ‘presenza’, un ‘fil rouge’ flessibile alle attività nel tempo. Che fa trasparire gli elementi segreti del paesaggio.

 

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IL CONVENTO

Il convento, ricollocato al centro della Città, diventa ‘nuova piazza della cultura e dei servizi’, che distribuisce al piano terreno funzioni pubbliche per la promozione del territorio e per eventi e al primo piano spazi associativi.

Il restauro e il consolidamento, attento al valore storico e testimoniale, vedrà l’inserimento attento della tecnologia per l’utilizzo ‘smart’.

 

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LA TECNOLOGIA

Il progetto propone, in questa prima fase, l’installazione di un sistema modulare: un indice di dispositivi che, come un domino, si uniscono o si interrompono, svaniscono e ricompaiono per segnare una presenza, accolgono impiantistica, forniture e informazione, illuminazione… segnano la pavimentazione, offrono sedute e vedute, si lasciano trasformare nel tempo.

Il sistema energetico dell’intervento sfrutta la realizzazione di coperture fotovoltaiche nella piazza del mercato.

 

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