Villa Amico

OKAM FOTO LOANO

 

 

Concorso Villa Amico_Progetto selezionato

Loano (Sv), Italia

2015

progetto: OKAM Studio, (M. Bonetti, L. Cerinza Pettreca, E. M. Munaretto, C. Rossi)

cliente: Lions Club Loano Doria

programma: il tema del Premio per l’anno 2014-2015 riguarda la progettazione di un parco urbano sito nel comune di Loano, Viale Silvio Amico. L’area individuata è situata a circa 600 mt. dal mare ed avrà la particolarità di ospitare al suo interno una struttura socio assistenziale per disabili.

superficie: 6.800 m²

budget: 450.000 €

stato: progetto selezionato

L’approccio progettuale pensato per il parco di Villa Amico punta ad identificare delle macro aree alle quali associare delle esperienze mirate che messe a sistema tra loro siano in grado di generare un legame indissolubile col luogo.
Si tratta di isole ben identificate da geometrie pure che si costituiscono tramite azioni :
la sottrazione di parte di eucalipti presenti nello stato di fatto per la creazione di aree boschive regolari in pianta (rettangolare a est e triangolare ad ovest).
Il giardino come risulta della rimozione degli eucalipti, abbraccia su tre lati la dimora ed identifica un manto erboso lineare lungo il lato nord dell’area. La fondazione di un recinto quadrato sull’asse dell’ingresso preesistente. La piazza a forma trapezoidale come punto d’incontro/eventi ed elemento di connessione tra le parti (elemento di contrasto). Gli orti come spazio di svago didattico per la dimora, posti al lato sud ovest dell’area in stretta relazione con la dimora stessa. La dimora storica viene valorizzata da un disegno del parco con cui entra in stretta relazione, reminescienza del giardino all’italiana.
La scelta dell’arredo mobile alternato ad elementi fissi diventa l’elemento che muta la percezione dello spazio parco proprio perché la possibilità infinita e quotidiana di spostare gli oggetti di seduta o di appoggio rende infiniti i punti di vista, come fosse la prima esperienza di visita dell’utente. Il visitatore diventa il protagonista all’interno di una scena dinamica che si svolge su percorsi lineari di dimensioni adeguate all’utenza (poiché non incontrano ostacoli naturali o preesistenti) in terra battuta bianca. Questi percorsi lineari sono intervallati da altri sinuosi all’interno delle aree boschive, che garantiscono una totale accessibilità anche a persone con disabilità motorie.
L’asportazione di alcuni alberi è stata dettata non solo dalla volontà di un disegno unitario e funzionale al progetto ma anche dal fatto che l’eucalipto con la sua ombra, la copiosa perdita di foglie e l’avidità di acqua, non garantisce una florida crescita del sottobosco, marcando il limite tra questo e il giardino. I due boschi attraverso l’altezza degli alberi, la protezione delle frasche e l’ombra, regalano al parco aree riparate per le diverse specie animali mentre ai fruitori un’ulteriore esperienza attraverso i profumi, i colori e i suoni che si generano da queste piante e dai giochi di luce e vento che ne fendono le fronde.
Il giardino inteso come sfondo tra le parti, che costituiscono il progetto, diventa un elemento per accogliere la biodiversità della flora autoctona. Elemento inteso come “cuscinetto” tra la dimora a sud e la strada a nord e strumento di raccolta delle diverse specie arboree.
Punti di sosta riservati definiti “nidi”, di forma circolare, richiamo contemporaneo alla Casella ligure, ricoperti da diversi tipi di vegetazione autoctona come il mirto ed il corbezzolo, che ombreggiano le sedute sottostanti.
L’agrumeto è visto come elemento di richiamo alla storia del giardino all’italiana e alla cultura ligure. I muri a secco, archetipo della storia costruttiva locale, garantiscono uno spazio raccolto quasi a valenza semi-privata, dove viene garantito il controllo visivo tramite aperture poste lungo il perimetro, preservando tuttavia un senso di intimità.
Come nella città, la piazza mette a sistema le parti che compongono il parco. Posizionata nella zona baricentrica dell’area, assume la funzione di luogo per eventi estivi come recite teatrali, eventi, manifestazioni pubbliche e quotidianamente un luogo d’incontro per gli utenti del parco, attività caratterizzate dal bosco che fa da quinta scenica.
La piazza intesa come elemento di respiro tra il parco e la dimora, diviene il suolo sulla quale quest’ultima si fonda.
La pavimentazione della nuova piazza andrà in continuità con quella esistente ad est della villa, in arenaria grigio chiara, con la medesima conciatura.
L’orto, inteso come strumento didattico a disposizione delle attività svolte all’interno di Villa Amico, viene posizionato in prossimità di essa. Si rende pratico l’utilizzo ad un’utenza con disabilità motoria portando la quota dell’orto da coltivare ad un altezza di circa 60 cm rispetto al piano di campagna del percorso.
Il nuovo ingresso ad est diventa l’accesso immediato alla villa garantendo uno spazio per la sosta ed una zona d’ombra, creata grazie al posizionamento di un pergolato.
La volontà del progetto è di creare uno spazio pubblico che possa avere un carattere di riservatezza, ottenuta attraverso la piantumazione di rampicanti e siepi lungo tutto il perimetro di confine del parco, e avere diverse “stanze” all’interno di esso.
Il progetto per il parco di Villa Amico diventa anche una vetrina per gli elementi che compongono il panorama della biodiversità ligure; da qui la scelta di inserire specie autoctone e di preservare quelle esistenti.
La natura nel parco viene vista quindi come un continuo manifestarsi di esperienze.
L’intento è quello di poter accogliere in un unico e stretto legame la ratio dell’uomo con la spontaneità di flora e fauna.

 

 

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