AAA architetticercasi 2015

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AAA architetticercasi 2015_Terzo Premio

Cernusco sul Naviglio (Mi), Italia

2016

progetto: OKAM Studio (M. Bonetti, L. Cerinza Pettreca, E. M. Munaretto, C. Rossi), G. Bradanini, S. Cozzolino

cliente: AAA architetticercasi™

programma: AAA architetticercasi™ 2015 è promosso da Confcooperative Federabitazione e da Fondosviluppo spa. Oggetto del concorso sono quattro diverse aree nel territorio nazionale, collocate a Cernusco Sul Naviglio, Pescara, Bari e Catania, espressione delle problematiche e delle esigenze delle differenti realtà territoriali. Il Concorso si colloca all’interno del percorso AAA architetticercasi™, intrapreso da Federabitazione Lombardia nel 2008 e giunto oggi alla quarta edizione.

superficie: 23.447 mq

budget: 16.684.100 €

stato: Terzo Premio

Il progetto mira ad innovare la rigidità dell’abitare cooperativo tramite un intervento pioneristico che rompe la monofunzionalità del tessuto in cui si inserisce, ragionando attorno a tre parole chiave: abitare, condividere e agire.

L’abitare assume oggi una prospettiva fluida, comprendente stili di vita e attività plurali non riconducibili a modelli semplici. Lavorare, consumare, produrre e risiedere si mescolano e si integrano servendosi di una infrastruttura di spazi condivisi che svolgono un ruolo di matrice per la creazione di socialità. La piattaforma condivisa crea relazioni di senso in grado di ospitare un ampio margine di azione autonoma. Aprire l’architettura alle necessità, ai bisogni e all’opportunità emergenti permette di ospitare la complessità dell’abitare contemporaneo.

L’area ex-Garzanti si inserisce ai margini di un’isola monofunzionale della produzione industriale, risultato della oramai superata idea di zoning. Oggi, all’interno di questa estesa piastra produttiva, assistiamo ad un processo di differenziazione e riconversione che complica la mono-funzionalità del tessuto, rendendo lo stesso un tessuto di servizi e attività economiche plurali. Tuttavia il processo in atto si contraddistingue per una vocazione che esclude uno scambio diretto tra modelli abitativi e funzioni differenti. Il pattern emergente è un insieme di funzioni separate e distinte che non dialogano tra loro.

La nostra idea è proporre un modello abitativo diverso in grado di rompere tale rigidità, riprendendo gli stili  abitativi “tipologici” del territorio (l’industria, le coree, le ville e le case bottega), reinterpretarli e integrarli per la creazione di un modello abitativo che consideri fino in fondo la necessità di “complicare” le relazioni tra usi, funzioni e popolazioni differenti.

Il progetto pone le basi per la creazione di un ambiente complesso, creando gli spazi necessari per la realizzazione di attività e funzioni differenti in grado di guardare alle diverse scale. Si dota di quattro tipi architettonici rispondenti a vocazioni distinte, a loro volta aperti a progressive modificazioni e adattamenti funzionali interni: un “Job House”, un “Health Center”, tre edifici prevalentemente residenziali e un edificio di Social Housing. Il “Job House” è predisposto per ospitare un modello abitativo basato sulla produzione creativa fornendo servizi condivisi ed integrativi per il lavoro. L’Health Center considera il tema della salute e del benessere predisponendo un “food market”, una palestra e uno spazio culturale aperto al quartiere che cerca di superare i vecchi modelli di biblioteca o centro civico. L’edificio dedicato al Social Housing, posto al centro dell’area,  ospiterà la maggior parte dei servizi per l’abitare condiviso residenziale (tra tutti il Commons Center per la gestione e la valorizzazione dell’area). Il concepimento di queste funzioni, oltre a garantire delle relazioni si senso interne ed esterne agli edifici,  garantisce il raggiungimento di una elevata multiscalarità nonchè l’assorbimento di popolazioni differenti, scandendo i ritmi urbani lungo tutte le 24 ore. Questi obiettivi vengono sviluppati anche per la concezione dello spazio aperto. Immaginato come una grande piazza, lo spazio aperto è stato concepito per poter creare dei microcosmi locali e al contempo ospitare eventi temporanei di interesse territoriale.

Così facendo, il  progetto riesce a far coesistere l’abitare di prossimità con le condizioni necessarie per la creazione di un polo attrattore che miri alla scala metropolitana sfruttando l’elevata accessibilità del territorio. L’idea è d’innestare nel quartiere motivi e ragioni plurali per aprire l’area ad un’ampia gamma di users potenziali che possano contaminare sinergicamente l’identità del contesto, rispondendo sia ai vari bisogni quotidiani locali, sia inserendo funzioni e servizi di interesse diffuso per il contesto metropolitano.

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